Una sposa comprata: il mercato delle donne in Corea del Sud PARTE 2

Potete trovare la prima parte cliccando qui.

Su una scatola in legno si trovano diversi libri sul coreano. Tra qualche settimana, Mai si trasferirà da suo marito in Corea.

I suoi genitori portano stivali in gomma, pantaloni larghi ed enormi camice in cotone. Al polso di Mai brilla un orologio da donna argentato. Porta dei jeans stretti ed una maglietta con la scritta ‘American Eagle 5. Atlanta. New York’. Sono i suoi vestiti migliori. Regali di suo marito.

Il paese di Mai dista circa 100 chilometri da Hanoi, capitale vietnamita. La via da Hanoi verso il posto in cui è cresciuta passa per strade devastate e bloccate, davanti a mercatipieni di vita, piccoli ristoranti in cui i cuochi preparano carne di cane e arrostiscono topi. Passa davanti alle fabbriche, in cui ci sono migliaia di persone che producono magliette, scarpe sportive, cellulari e monitor per computer per i centri commerciali dei paesi industrializzati.

In questi paesi industrializzati, la parte ricca del mondo di cui fa parte anche la Corea del Sud, sono cambiate tante cose negli ultimi anni. Tante donne ora possono avere una vita che fino a tempo fa spettava solo agli uomini: studiano, diventano medici o avvocati, hanno posti da dirigente, guadagnano tanti soldi e fanno carrieraE hanno meno figli.

In Germania, l’età media oramai si trova a 46 anni, in Corea del Sud a 40, negli Stati Uniti a 37. La parte ricca del mondo diventa sempre più vecchia. La Germania ha introdotto dei nuovi sussidi per le famiglie, ha creato nuovi asili nella speranza di far aumentare le nascite.

La Corea del Sud ha lo stesso problema, ma ha trovato un nuovo metodo per risolvere il problema: i sud-coreani importano non solo tessuti e componenti dei cellulari dal Vietnam, ma anche giovani donneIl governo sud-coreano offre corsi di lingua e formazioni professionali gratuite (per esempio per diventare estetista o parrucchiera) a queste donne. Regalano i biglietti aerei per garantire che queste ragazze possano visitare le loro famiglie in Vietnam regolarmente.

Ci sono già 50.000 ‘spose vietnamite immigrate’ in Corea del Sud. Ed ogni anno se ne aggiungono migliaia di altre. Per molte donne vietnamite, sposare un uomo coreano significa fare carriera.

Il Vietnam è un paese giovane. L’età medià è di 28,7 anni, per strada ci sono innumerevoli bambini ed adolescenti. Le donne vietnamite non hanno problemi ad avere più di un figlio.

Dopo la scuola, Mai si è trasferita in un convitto ed ha eseguito un percorso formativo per diventare elettrotecnico. Dopo ha lavorato per un po in una fabbrica di una ditta giapponese. Guadagnava miseri 70 euro al mese e non aveva la più pallida idea di come migliorare la sua situazione.

Quando una conoscente le ha raccontato di queste ‘agenzie matrimoniali’, Mai si è incuriosita. Essere una donna senza famiglia in Vietnam è come essere donna solo a metàNon si deve rimanere soli e non si divorzia. Nemmeno quando tuo marito beve o ti picchia. Soprattutto quando la donna non fa parte della categoria di vietnamiti benestanti e non ha un’ottima formazione scolastica. Per una povera donna di campagna, l’amore è un lusso.

Mai deve sposarsi sempre e comunque. Perchè non provarci con un uomo coreano allora?

Mai sapeva poco o niente della Corea del Sud, ma nel convitto le capitava di vedere qualche drama coreano, che sono molto amati in Vietnam e che raccontano sempre due storie in contemporanea: l’attraente figlio di un ricco industriale s’innamora della diligente, ma povera dipendente e alla fine si sposano. Questo è l’evolversi della prima storia. La seconda storia narra invece di ville enormi, macchine costose, vestiti di lusso.

Mai ha risparmiato per molto tempo per racimolare i 170 euro richiesti dall’agenzia matrimoniale. Quattro volte è andata ai casting con uomini coreani. Ogni volta c’erano dalle sessanta alle cento donne per una decina di uomini. C’erano donne belle che volevano solo uomini provenienti da metropoli come Seoul o Busan. C’erano uomini timidi, che si sono portati dietro le madri. E c’erano sempre le stesse regole: spetta all’uomo scegliere, ma la donna ha il diritto di rifiutarlo.

Ad un casting c’era un uomo che non riusciva a camminare bene. E’ caduto e Mai lo ha aiutato a rialzarsi. La sua proposta di matrimonio è stata rifiutata da Mai, anche se le è stato vivamente consigliato più volte di accettare.

articolo trovato su conlacenonlak.tumblr.com

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