Una sposa comprata: il mercato delle donne in Corea del Sud PARTE 1

Recentemente, mi sono imbattuta in un articolo interessante sul sito del giornale tedesco “Die Welt” che vi ho tradotto perchè parla di una realtà nota a pochi di noi e che mi ha spiazzato tantissimo. Si tratta di un argomento delicato e di cui non si sente parlare spesso, anzi.

Premetto che non sono una traduttrice doc, la traduzione sicuramente non è perfetta, portate pazienza.

Ho suddiviso la traduzione dell’articolo in più parti che pubblicherò man mano per evitare di dovervi leggere un mattone di post lunghissimo tutto in un colpo.

La Corea del Sud ha lo stesso problema della Germania: la mancanza di bambini. Invece che offrire sussidi alle famiglie e creare più posti negli asili nido, la Corea risolve il problema “importando” donne vietnamite disposte a sposarsi nel paese. Come Mai, ragazza di 23 anni.

Mai Pham (nome cambiato) non ha mai voluto un uomo con cui avesse tante cose in comune. Il suo principe azzurro non è attraente e einfuelsam. E’ uno straniero. Ha soldi. E la salverà dalla sua attuale vita. Questo è il desiderio di matrimonio di Mai in questa giornata primaverile del 2013, in cui sta in una lunghissima fila insieme a tante altre donne in un sobborgo della città vietnamita Haiphong.

Mai porta una camicia, jeans, scarpe da ginnastica e, come sempre, non è truccata. Una giovane donna con la pelle scura e una coda da cavallo. Il naso piuttosto voluminoso, gli occhi sottili. I capelli le cadono in faccia. Da mezz’ora aspetta davanti ad un albergo, la lunga attesa per partecipare ad un castingparticolare: donne vietnamite si presentano come potenziali mogli a uomini coreani.

Insieme ad un’altra ragazza, entra in una sala conferenza. Dietro ad un lungo tavolo siedono sei uomini coreani, che per quattro giorni si fermeranno in Vietnam. Una signora, l’organizzatrice dell’evento, traduce. Indica Mai e dice: “Lei ha 23 anni e ha due fratelli. I suoi genitori sono contadini”.

Passa poi a presentare gli uomini alle ragazze. Uno di loro è robusto ma ha una faccia gentile.

Si chiama Lee Sang Hoon, ha 43 anni e lavora in una fabbrica. Vive da solo e guadagna 3,000 dollari al mese”.

L’organizzatrice indica di nuovo Mai e chiede al signore: “Le piace?

Lui annuisce, Mai si può sedere, l’altra ragazza deve andare. L’organizzatrice chiede a Mai, se Lee Sang Hoon può andare bene come marito.

Si, ma ho una domanda

Cosa?

Mi lascerà lavorare quando starò con lui in Corea?

Non si chiedono certe cose!

L’organizzatrice riferisce a Lee Sang Hoon che Mai è disposta a sposarlo. Poi spiega ad entrambi qual’è la burocrazia da preparare: certificato di matrimonio, certificato linguistico, certificato medico, visto per l’estero.

Tutto succede così in fretta che Mai non ha praticamente tempo di riflettere cosa sta facendo: ha appena promesso la sua vita ad un estraneo.

Mai esce dall’albergo, prende il cellulare e chiama la madre: “Sto per sposarmi”, le dice, “è un uomo coreano”.

Sua madre non sapeva niente del casting. Brontola, ma non riesce a far cambiare idea a sua figlia. Mai è stata selezionata tra tantissime ragazze, a breve lascerà il Vietnam. Nessuno riuscirà a rovinarle questa vittoria.

Questo è stato il giorno in cui Mai ha conosciuto suo marito. Così me lo racconta mesi dopo, alla fine del 2013. Mai si trova in un paese vietnamita sperduto nel nulla, in una casa che non è altro che una stanza con 4 muri intorno. Al muro si trovano due brande, su una corda sono appesi un paio di camice e pantaloni sottili. Vicino alla casa c’è un buco nel terreno. Il bagno.

Mai è cresciuta in questo paese. Qui ha lavorato per mesi ed anni nei campi, ha accudito bufali ed a raccolto il riso. Qui vive insieme ai genitori ed il fratello minore. Ma non più per molto.

 

articolo trovato su conlacenonlak.tumblr.com

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