LA COREA E LA CHIRURGIA ESTETICA: oltrepassare i limiti del possibile

Iniziamo subito con un dato di fatto agghiacciante: una donna su 5 in Corea si è sottoposta ad interventi di chirurgia estetica. Negli Stati Uniti siamo a quota 1:20.

Sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica è assolutamente normale in Corea del Sud. Di fatti, è la prima nella classifica mondiale di chi va sotto i ferri per ragioni esclusicamente estetiche. Questo anche grazie anche ai prezzi molto più bassi rispetto a quelli a cui siamo abituati noi. Per farvi un esempio, parliamo di circa 800 euro per la doppia palpebra e di 1700 euro per una rinoplastica.  Di fatti, Seoul sta diventando la nuova mecca della chirurgia plastica, e non solo per la popolazione locale, ma anche per il turismo estetico.

Grazie al boom economico ed alla modernizzazione di questo paese, inizialmente, tra i benestanti è nato il desiderio di assomigliare di più agli occidentali. Questo dato di fatto secondo me è si ancora presente e sempre lo sarà, ma secondo me al giorno d’oggi c’è anche il grande desiderio di voler assomigliare una delle tante star televisive e non coreane.

La richiesta di interventi chirurgici è aumentata in modo esponenziale soprattutto tra i giovani, anche minorenni, trasformandosi in una vera e propria ossessione di massa. Il desiderio di essere più belli è popolare non solo tra le donne, si stima che 15% dei coreani maschi hanno fatto dei ritocchini ed un sondaggio del 2009 tra studenti maschi universitari ha rivelato che quasi il 45% di loro pensa di fare delle modifiche estetiche al proprio corpo prima o poi.

La chirurgia estetica viene ampiamente pubblicizzata in tutta la Corea. Pensate che certe cliniche offrono addirittura dei pacchetti speciali per gi studenti: offrono degli sconti speciali per le mamme che gli accompagnano. Esempio: per ogni intervento doppio (occhi + naso) alle mamme viene offerta una seduta di botox gratuita per il contorno occhi.

Gli interventi chirurgici spopolano anche come ricompense fatte dai genitori ai figli quando finiscono gli studi o passano esami importanti. Anzi, spesso sono proprio i genitori ad insistere che i loro figli si sottopongano a delle correzioni estetiche – nel web trovi addirittura chi costringe i propri figli quando loro non vogliono farsi operare. Il desiderio dei genitori di avere figli/e belli/e è soprattutto legato al fatto che, se sei bello, in Corea è tutto più facile, dal trovare lavoro al sposarsi.

Parliamo un attimo di turismo estetico. Si stima che ci sono circa  tra i 60 e 100 mila soggiorni annui a Seoul esclusivamente per la chirurgia plastica. Quasi il 50% sono americani, seguiti da cinesi, giapponesi lasciando nelle tasche dei chirughi plastici coreani la modica somma di 50 milioni di euro.

Tra gli asiatici, coreani inclusi, gli interventi più frequenti non invasivi sono le iniezioni di botox, che viene usato non solo per le rughe ma anche per diminuire la massa muscolare della mascella, andando così a creare il tanto desiderato viso a forma di V ed  il laser per rimuovere macchie e le imperfezioni cutanee.

Al primo posto tra gli interventi chirurgici invasivi troviamo la blefaroplastica. Si tratta di un intervento dove si va a creare la doppia palpebra che rende l’occhio più grande e lungo.

Seguono interventi di rinoplastica, che mirano soprattutto ad assottigliare il ponte nasale.

Questa foto qua sopra l’ho messa per farvi vedere anche i risultati degli interventi alla mandibola. L’intervento di ultima moda è la doppia riduzione della mandibola, intervento dolorosissimi e molto rischioso in cui si riallineano la mascella superiore e la mandibola inferiore. Possibilità di danni ai nervi facciali con insensibilità permanente in certe parti del viso o dolori permanenti nel masticare. Ho trovato, sempre sul web, la storia di una giovane coreana che dopo questo tipo di intervento non sente più la zona del viso intorno alla bocca. Un angolo della bocca tende verso il basso, non riesce a controllare la salivazione (ergo sbava) e ha problemi a mangiare.  Questo intervento normalmente non a niente a che fare con la chirurgia estetica, dato che chi lo deve fare ha deformazioni congenite che portano a problemi di masticazione e deglutizione e deve farlo per questioni puramente salutari. Il risultat che vogliono loro non e strettamente collegato ad un miglioramento della qualità di vita ma all’avere una faccia più esile (dato che tagliano e rimuovono parti delle ossa). Questo il motivo per cui molti si sottopongono a questo intervento. Faccia sottile e a forma di V, sogno di ogni coreano/a.

Grazie alla mia professione, sono stata testimone di diverse riduzioni di mandibola nella mia vita reale, fortunatamente non sulla mia di mandibola, ma vi posso assicurare che non è uno scherzo d’intervento, il periodo post-operatorio è un inferno tra dolori e pappette liquide mangiate, anzi bevute, con una cannuccia per settimane ed espressione del viso completamente cambiata tanto da fare impressione.

stazione della metropolitana

 

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